L'Azione di Bilancio delle competenze: le fasi del percorso

Il percorso di bilancio, si articola in tre fasi fondamentali, che rappresentano la sequenza temporale di riferimento per la realizzazione dell’azione:

La prima fase, il filtro-presentazione/accoglienza, costituisce la fase preliminare rispetto allo svolgimento vero e proprio dell’azione di bilancio, ma rappresenta un passaggio essenziale ai fini di una corretta impostazione dell’intero percorso. Le azioni da sviluppare in questa fase a cura dei soggetti “ in gioco” (consulente da un lato e cliente prima potenziale e quindi “effettivo” dall’altro), sono così sintetizzabili:

  •  valutazione dell’opportunità di un percorso di bilancio rispetto ad altre proposte offerte dal Servizio (o da altri soggetti sul territorio) sulla base di:

a) caratteristiche oggettive e soggettive del richiedente;
b) motivazione ad investire sul proprio percorso formativo e professionale;
c) grado d’individuazione/formulazione di ipotesi progettuali;

  • identificazione, al di là del “dichiarato”, della domanda e delle attese del richiedente, comprendendone le ragioni personali, sociale e professionali;
  • presentazione del bilancio al richiedente (finalità, metodologie e strumenti, soggetti che intervengono, ruolo del consulente, regole, tempi) e verifica della sua disponibilità ad aderire alla proposta;
  •   oncreta definizione di un percorso di bilancio e stipulazione del contratto, sia dal punto di vista pedagogico (relazione di lavoro consultante-consulente) che formale (sottoscrizione del documento di adesione).

Per quanto riguarda le modalità d’attuazione di questa prima fase del percorso, si fa riferimento a due diverse “funzioni”:

  • una funzione di “filtro” per una prima verifica dei bisogni del cliente attraverso alcune domande chiave poste da un operatore, la compilazione della scheda d’ingresso e l’eventuale invio al “percorso di bilancio”.
  • una funzione di “accoglienza” per un’analisi più approfondita della domanda, un’informazione dettagliata sul percorso e la definizione del “contratto”.

La seconda fase, la dinamica del bilancio, si articola a sua volta in quattro aree, corrispondenti agli ambiti di esplorazione, riflessione e approfondimento per il soggetto e rappresenta il “cuore” del percorso. Gli obiettivi sono così riassumibili:

  • identificare e ricostruire l’insieme di conoscenze, abilità e risorse psico-sociali in possesso del cliente;
  • analizzare e valorizzare sia le competenze maturate sia i meccanismi e i processi che presiedono e sostengono l’acquisizione di tali competenze da parte del soggetto, riguardo agli ambiti formativi e lavorativi di riferimento;
  • aumentare e valorizzare le conoscenze del soggetto circa le opportunità offerte dal contesto esterno;
  • favorire il confronto tra risorse possedute e opportunità offerte dal contesto, allo scopo di individuare le risorse “spendibili” e/o da potenziare e mettere a fuoco le competenze “trasferibili”;
  • facilitare e sostenere il processo di costruzione di ipotesi professionali.

Le azioni specifiche dell’attività di bilancio da svilupparsi in questa fase fanno riferimento a quattro aree/dimensioni di riflessione ed elaborazione da parte dei soggetti coinvolti e si possono descrivere in questo modo:

Area “Conoscersi meglio”

  • ricostruzione della biografia personale e professionale;
  • identificazione e puntualizzazione di desideri, aspettative e orientamenti professionali (cosa si vorrebbe e cosi ci si aspetta);
  • avvio alla costruzione del “portafoglio di competenze”;
  • identificazione delle competenze in termini di conoscenze, abilità e risorse pscio-sociali disponibili; definizione delle competenze tecnico professionali acquisite.
  • riflessione sui propri punti forti e sulle eventuali aree di sviluppo;
  • prima sintesi di bilancio e d’individuazione di prime ipotesi di progetto/aree di professionalità da esplorare.

Area “Conoscenza e interazione con l’ambiente”

  • acquisizione d’informazioni e ampliamento dei propri quadri di riferimento sulle tendenze del mercato del lavoro, le prospettive occupazionali locali, le professioni e i percorsi di formazione.
  • acquisizione di chiavi di lettura del sistema delle professioni;
  • verifica del rapporto tra risorse personali e professionali e contesti nei quali poter operare;
  • riflessione sulle ipotesi di progetto elaborate.

Area “ Ipotesi di progetto e verifica esterna”

  • analisi e valutazione delle competenze in funzione dell’ipotesi di progetto elaborato;
  • verifica della fattibilità dell’ipotesi di progetto attraverso il confronto con “l’esterno”.


Area “Progetto e piano d’azione”

  • individuazione delle competenze spendibili e mobilizzabili e delle eventuali aree di sviluppo in funzione del progetto da elaborare;
  • ripensamento del percorso di bilancio per individuare gli eventuali scarti e le tappe intermedie per la realizzazione del progetto;
  • definizione di un progetto di sviluppo professionale e messa a punto d’azione.

Le modalità d’azione di questa fase sono pensate per creare spazio di scambio ed elaborazione delle informazioni, finalizzato alla conoscenza e alla decisione: da un lato il cliente, dall’altro l’équipe di bilancio, ciascuno con le proprie informazioni, risorse e competenze. I consulenti di bilancio si collocano in questa fase come proponenti e garanti di uno schema logico d’azione attraverso la quale il cliente, aumentando il livello di consapevolezza della propria competenza e dei contesti in cui tale competenza potrebbe essere valorizzata o evolvere, progetta intenzionalmente e gestisce con maggior efficacia lo sviluppo della sua carriera sociale e professionale.

La terza fase, la restituzione e l’accompagnamento, termina il percorso e “accompagna”, monitorandola, la fase d’avvio del progetto professionale. Gli obiettivi da perseguire in questa fase sono i seguenti:

  • rielaborare, mettere in relazione e portare a sintesi gli elementi relativi al soggetto emersi dalla fase di esplorazione e analisi;
  • mettere a punto il piano d’azione e definire le modalità di attuazione del progetto professionale del cliente;
  • restituire al cliente gli elementi rilevanti del bilancio e confrontarsi sui suoi contenuti e risultati, utilizzando come strumento il documento di sintesi del bilancio;
  • mettere a punto il portafoglio di competenze, valorizzandone anche l’aspetto di costruzione dinamica;
  • avviare il progetto di sviluppo e realizzare azioni di sostegno e accompagnamento, prevedendo anche un’eventuale ridefinizione/messa a punto del progetto stesso.

Coerentemente con gli obiettivi di questa fase, le azioni fondamentali sono:

  • La riorganizzazione e sistematizzazione degli elementi emersi dal bilancio, la restituzione orale al cliente, la verifica delle acquisizioni del bilancio in una logica di appropriazione personale da parte del soggetto.
  • L’elaborazione e proposta da parte del consulente di bilancio di una bozza di documento provvisorio da discutere con il cliente per la stesura definitiva.
  • La discussione e il confronto tra il consulente di bilancio e il cliente sulle modalità di realizzazione del progetto professionale e la messa a punto di un piano d’azione che definisca le strategie operative, i tempi, modalità e strumenti per lo sviluppo del progetto stesso.
  • L’elaborazione del documento di sintesi definitivo, in cui si affrontano i seguenti punti:

a) i contenuti principali della richiesta di bilancio formulata dal cliente:
b) lo svolgimento e l’articolazione del percorso di bilancio;
c) le acquisizioni del bilancio, ovvero le informazioni e gli elementi più importanti scaturiti dal percorso.
d) il progetto di sviluppo professionale, lavorativo e il piano d’azione.

  • L’organizzazione e messa a punto, a cura del cliente, del portafoglio delle competenze.
  • L’azione di “accompagnamento”, per supportare il cliente nello sviluppo del progetto e verificarne con lui lo stato d’avanzamento.

Analizzando le modalità d’attuazione di questa terza fase, si può dire in sintesi che il consulente di bilancio si assume qui la responsabilità della “restituzione” al cliente degli elementi significativi e utili evidenziati dal percorso realizzato e dell’elaborazione della relativa documentazione scritta.

Per quanto riguarda la durata e i tempi di svolgimento del bilancio, si prevede di realizzare l’intero percorso, esclusa l’azione di accompagnamento, in circa 24 ore (comprendendo i colloqui individuali e i laboratori di gruppo), lungo un arco di tempo di tre-quattro mesi; mentre per sviluppare l’intervento di monitoraggio del progetto e del piano d’azione si possono prevedere otto ore complessive, distribuite lungo un arco temporale di sei mesi circa.

La rappresentazione grafica consente di prendere in visione dell’articolazione delle diverse attività che caratterizzano l’intero percorso e che comprendono le attività di gruppo ( laboratori, ricerche e verifiche sul territorio, esercitazioni) e le attività individuali (colloqui, ricerca, riflessioni ed elaborazione individuale).

L’azione di bilancio è rappresentata come un percorso strutturato: un focus ed una proposta di attività e strumenti, sulla base degli obiettivi e dei contenuti propri di ogni fase.
(Selvatici, D’Angelo, 2002).

 

 

 

 

© “Il Counseling ed il bilancio di competenze in azienda. Ipotesi di una sinergia professionale orientata alla persona e al business” - Dott.ssa Camilla Girelli
 
 

 

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