Cos’è la leadership?

Secondo Yukl (2006, p. 8), la leadership è un “processo di influenzamento degli altri finalizzato a capire e creare consenso su cosa c’è bisogno di fare e sul come farlo, riguarda il processo di facilitazione degli sforzi individuali e collettivi al fine di raggiungere gli obiettivi condivisi.

Similmente, Haslam (2002) afferma che la leadership è “comunemente definita come un processo di influenzamento degli altri che intensifica i contributi individuali volti al raggiungimento degli obiettivi di gruppo” (p. 40). 

Il costrutto di leadership, prima di essere descritto in questo modo, ha subito nel tempo moltissime evoluzioni, che dipendono non solo dallo sviluppo della ricerca psicosociale, ma anche dei continui mutamenti, storici, sociali e culturali. I teorici di fine Ottocento ed inizio Novecento attribuivano al concetto di influenza sociale e di leadership un’accezione del tutto negativa, così come accadeva per tutti i fenomeni di gruppo.

Si pensi al punto di vista di Le Bon (1985), il quale anziché parlare di leadership come proprietà emergente e positiva di un gruppo, parlava esclusivamente di “capi” e di “suggestione”, una suggestione unidirezionale che poteva derivare esclusivamente dai “capi”. Per Le Bon, ad esercitare potere, era soprattutto la sovranità investita formalmente in un ruolo di potere: il capo di stato, il leader religioso, il leader militare. I primi teorici, inoltre, davano largo spazio al ruolo giocato dall’inconscio e davano una valutazione piuttosto negativa del gruppo; il gruppo, infatti, stimolava la sede degli istinti tribali, primitivi, inconsci e la regressione. Esemplificativo il modo in cui Wilfred Trotter, neurochirurgo e psicologo sociale, parlava di influenza sociale, cioè come processi che stimolavano in sostanza “l’istinto del gregge”. Secondo Trotter, la razza umana era “più sensibile alla voce del gregge che a qualsiasi altro tipo di influenza” (Trotter, 1919, p. 89, in Mucchi Faina, p. 28).

Come si è evoluto il concetto di leadership nella storia?

 

Fonte:  Dott. Igor Vitale

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